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amplificatori per bassi

Amplificatori per basso

basso e casseA livello costruttivo, gli amplificatori per bassi elettrici sono molto differenti dalle controparti per chitarra. La difficoltà nell’amplificare il suono di un basso risiede nella complessità di riprodurre le frequenze basse, che finirebbero col rovinare irrimediabilmente un ampli da chitarra.
Le soluzioni adottate dai produttori hanno modificato in modo sostanziale tutti i principali componenti degli amplificatori, dai coni al cabinet al pre-amplificatore. I coni devono essere molto più grandi e resistenti per sopportare il maggior segnale in ingresso, e di conseguenza il cabinet è più solido rispetto ad uno per chitarra, con un differente sistema di costruzione. Il pre-amplificatore dispone di un equalizzatore studiato appositamente per le frequenze molto basse (fino a 40 Hz o meno), mentre l’intero sistema elettrico spesso è dotato di limitatori di tensione e (più raramente) raffreddato da ventole, a causa dell’elevata potenza del sistema.

bassi e amplificatoriIl primo amplificatore per basso fu creato dalla Fender, e prese il nome di Fender Bassman. Nacque nel 1952 con una potenza di 50 watt e un cono da 15”, ridotto a 10” dopo due anni, con alcune modifiche nella circuitazione. Nello stesso periodo, Ampeg costruì il B-15 Portaflex, un amplificatore da 25 watt e un cono da 15”. La potenza degli ampli non era però ancora sufficiente a competere con le controparti dedicate alla chitarra.
La situazione iniziò a mutare negli anni ’60, quando Ampeg introdusse sul mercato il modello SVT, un ampli da 300 watt e otto coni da 10”, mentre la Marshall fornì a Entwistle, bassista del gruppo The Who, un amplificatore da 200 watt con doppia amplificazione (bi-amp) separata per i toni alti e bassi. Il risultato fu un maggiore controllo sull’equalizzazione dello strumento, e per questo motivo l’innovazione creata da Marshall fu poi ripresa da diversi altri produttori.
Negli anni ’70 e ’80, insieme alla nascita degli ampli a transistor, iniziarono a prendere piede i sistemi di amplificazione PA, con subwoofer e spie monitor. I produttori iniziarono a ridurre le dimensioni degli amplificatori, rendendoli più leggeri. Ad esempio, i coni videro ridotte le loro dimensioni fino a 5”, mantenendo comunque una potenza elevata per poter emergere in mezzo agli altri strumenti.

Gli amplificatori da basso sono anch’essi divisi in due principali categorie: a valvole e a transistor. Oggi la maggior parte degli ampli è costruita con tecnologia transistor, a causa del peso minore, del costo inferiore e della maggior robustezza complessiva. Producendo meno calore, sono anche più semplici da raffreddare, spesso sono costruiti con piastre metalliche e ventole per facilitarne il raffreddamento.
Le valvole, unica tecnologia disponibile all’inizio, sono oggi impiegate per amplificatori di fascia alta. Tra l’altro molti musicisti sostengono che le valvole producano un suono più caldo e naturale, soprattutto con distorsioni leggere.
Come per gli amplificatori per chitarra, sono disponibili ampli per basso “ibridi”, con un pre-amplificatore a valvole e finale a transistor.
Ovviamente anche per i bassi elettrici è presente diversa effettistica collegabile agli amplificatori che modifica in maniera più o meno sostanziale il suono.

Tra le principali case produttrici di amplificatori da basso ricordiamo Fender, Marshall, Ampeg, Mesa Boogie Peavey e Orange.



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