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Amplificatori per chitarra

amplificatore marshallUn amplificatore per chitarra è un dispositivo che trasforma il segnale elettrico prodotto dai pick-up di una chitarra in un segnale sonoro. E’ formato da 3 diverse componenti: il pre-amplificatore, cioè il circuito che cattura il segnale proveniente dal pickup della chitarra e lo modifica (ad esempio distorcendolo o equalizzandolo); il finale di potenza, il circuito che ha il compito di fornire la giusta quantità di corrente (guadagno) per adattare l’impedenza del segnale a quella dei coni; gli altoparlanti, che trasformano il segnale elettrico in onde sonore.

Negli anni ’30 comparvero i primi esemplari di amplificatori, grazie all’utilizzo della tecnologia dell’epoca (condensatori elettrolitici e valvole). Inizialmente utilizzati con chitarre hawaiane, tali amplificatori non erano dotati né di controlli complessi (salvo una manopola per la regolazione dei toni alti) né di coni di qualità, oltre a possedere una potenza spesso inferiore ai 15 watt. Il risultato era una scarsa presenza di alti e poca spinta sui bassi.
Negli anni ’50 si iniziò a sperimentare il fenomeno oggi conosciuto come “distorsione”, ottenuto mandando in saturazione l’amplificatore. Nel 1952 nacque il Bassman come primo amplificatore Fender, un combo (ossia un amplificatore che unisce in un unico blocco le 3 componenti sopra elencate) dotato di due ingressi: uno per chitarra e uno per basso. Progettato inizialmente per il Precision Bass, era dotato di un cono da 15 pollici e generava una potenza di 26 watt.

ragazza con amplificatoreNegli anni ’60 Dick Dale collaborò con Fender per produrre un amplificatore personalizzato per le proprie esigenze. Il risultato fu il primo amplificatore a 100 watt con un notevole volume e un sound definito. Ancora oggi gli amplificatori Fender sono famosi per il loro splendido suono pulito.
Sempre negli anni ’60 il batterista inglese Jim Marshall, basandosi sugli schemi del Bassman, creò il primo amplificatore “testata+cassa” a 50 e 100 watt (la testata racchiudeva pre-amplificatore e finale). I suoi modelli avevano molta più uscita rispetto ai Fender e negli anni ’70 conobbero il loro momento di gloria, grazie alle sonorità hard-rock e metal che iniziavano a diffondersi.
Il vantaggio di un sistema di questo tipo risiede nella possibilità di scegliere configurazioni differenti tra pre/finali e altoparlanti e collegare più casse in serie.
Nello stesso periodo videro la luce i primi amplificatori a stato solido, o a transistor. Gibson e Vox furono tra le prime marche a produrre amplificatori con questa tecnologia che, rispetto agli amplificatori a valvole, forniva un suono più fedele ai pickup della chitarra, riduceva l’ingombro e presentava una minore tendenza a distorcere il segnale.
Negli anni ’80 iniziò la fabbricazione dei cosiddetti amplificatori “ibridi”, cioè ampli che presentavano al loro interno sia transistor sia valvole. Ad esempio il Marshall Valvestate proponeva una valvola nel circuito di pre-amplificazione, con un finale a transistor, mentre Music Man costruì un ampli a valvole con pre a transistor, per ridurre la distorsione e offrire un suono più pulito e fedele.

In tempi più recenti nacquero gli ampli digitali, che trasformano il suono analogico dello strumento in digitale, consentendo così di ottenere teoricamente qualsiasi sonorità.
Tra le marche più famose ricordiamo Mesa, Orange e Bugera, oltre quelle già citate.



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