B.B. King

Pochi musicisti al mondo sanno incarnare l’anima nera del sud degli Stati Uniti come il grande B.B. King, riconosciuto da tutti come il “Re del Blues”.
Musicista dal talento straordinario, a tarda età doveva suonare solo da seduto, ma non per questo si tratteneva dal dare tutto sé stesso quando suonava; in compenso erano gli spettatori dei suoi spettacoli che si alzavano in piedi entusiasti!
Il suono caldo della sua chitarra e l’inconfondibile vibrato, assieme alla sua grande passione per la musica, l’hanno reso una leggenda. Eppure dopo oltre sessant’anni di carriera e milioni di dischi venduti, B.B. King restava nell’animo ancora quel ragazzino umile che si metteva a suonare per ore a fianco delle balle di cotone, oppure quell’adolescente che cantava musica gospel nelle chiese la domenica. Qualche anno fa, dopo aver conosciuto dei fan che erano rimasti per ore al freddo di un parcheggio nell’attesa di un suo concerto, per ricompensarli della loro tenacia decise di farli mettere tutti in prima fila, a sue spese.

La sua passione per la musica era leggendaria, come pure la sua resistenza fisica. Ancora ad oltre 80 anni di età, era in grado di tenere più di 300 concerti all’anno, tutti con la sua amata chitarra Lucille. E assieme a B.B. King anche la sua chitarra è ormai entrata nella leggenda. Nel 1949, durante un concerto in Arkansas, a causa di una rissa si ribalta un bidone con dentro del cherosene e così prende fuoco il locale dove B.B. King sta suonando. A causa dell’incendio scappano tutti, compreso B.B. King; una volta fuori, però, il nostro re del blues si rende conto che si è dimenticato di portare con sé l’amatissima chitarra Gibson ES-355, così ritorna all’interno del locale completamente in fiamme per salvarla. Una volta resosi conto del rischio corso, B.B. King decide di chiamare la chitarra Lucille, dal nome della donna che aveva fatto scatenare quella rissa furiosa.

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